Allucinazioni dell’IA e difese giudiziali al banco di prova della lite temeraria

Abstract

Giovanni Agrusti affronta in questo articolo un argomento di grave attualità, ossia la responsabilità civile e penale dei professionisti per l’utilizzo poco corretto delle interrogazioni fatte a chat gpt. In particolare, ad un legale è stata contestata la lite temeraria per aver mosso un’azione giudiziaria sulla scorta delle risultanze dell’intelligenza artificiale che non aveva avuto la premura di riscontrare con la necessaria professionalità. Le cosiddette allucinazioni da intelligenza artificiale determinano, quindi, una responsabilità da parte del professionista che reclama il riconoscimento delle ragioni giuridiche del proprio assistito sulla scorta di risultati non adeguatamente verificati.

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